INTERVISTA L’UOMO E GLI ANIMALI
UN CERVONE PER REGALO
Chi può insegnarci a riprendere un rapporto naturale con un animale, che lì per lì sembra avere caratteristiche tutt’altro che attraenti: molle, forse viscido, sicuramente freddo e magari anche velenoso? Claudio ha incontrato Iridio Ventura, noto personaggio jesino, ma originario di un paesino della Calabria, che non è difficile vedere per Jesi, mentre passeggia con un serpente attorcigliato ad un braccio o avvolto come una collana attorno al collo, a volte con più serpenti.
A cura di Claudio Sbaffi
Foto e collaborazione di Laura Zappelli
Come è nata in te la passione per i serpenti?
E’ una lunga storia. Mio padre mi portava al fiume da piccolo, lui prendeva i serpenti piccoli, le bisce, io avevo un po’ paura. Poi negli anni 60, quando stavamo a Porta Valle, mio padre mi portava nei circhi ed io vedevo questi grossi serpenti, dei pitoni di sei metri, che mi hanno subito colpito. Poi sono stato in istituto a Falconara, dove le suore mi hanno sempre detto che il serpente era il diavolo, il demonio, che quando lo vedevo bisognava ammazzarlo. Così quando andavo in campagna e di serpenti ancora non me ne intendevo affatto, vedendo quei serpenti neri, i Biacchi, che sono aggressivi - quando vanno in amore attaccano l’uomo anche senza motivo - allora io li prendevo e li ammazzavo.
Quindi tu all’inizio avevi paura di questo animale?
Sì, quando ritornavo in Calabria e sulle muraglie vedevo questi Cervoni, grossi serpenti di due metri e mezzo, avevo paura.
Ma infatti come si fa ad essere attratti da un animale, che è viscido…
No, non è viscido!
Molle…
No, no!
Freddo!
Perché hanno il sangue freddo, sono rettili, hanno bisogno del calore.
E magari a volte è anche velenoso!
Ah non tutti! Soltanto la vipera, l’Aspis. In Italia solo la vipera è velenosa, altri serpenti no. Sono aggressivi oppure no.
Allora aggressivi, mordono anche. Sei stato mai morso?
Sì, hai voglia, dai Biacchi! Quelli sono gli unici serpenti da cui ho ricevuto tanti morsi.
Feriscono?
No, ti si attaccano. Basta che tu non tiri, se tiri ti procurano dei taglietti, sennò ti fanno solo dei buchetti. Basta prendere la testa e staccarla, perché hanno dei dentini piccoli ed un po’ uncinati, per tenere strette le prede.
Come si curano queste morsicature?
Niente, basta un po’ di alcool.
Quindi in Italia, a parte quelli della vipera, tutti gli altri morsi di serpente non sono pericolosi, non recano danni alla salute.
Noi abbiamo quattro specie di vipere qui in Italia. C’è la vipera comune, comune in tutta Italia, l’Aspis, detta anche aspide. Poi il Berus, il Marasso che si trova solo in Toscana e verso il Piemonte. Poi c’è la vipera dal corno, che è la più pericolosa di tutte, arriva anche a 90 cm di lunghezza, è la più grossa e sta in Alto Adige, nel Friuli, ad ogni morso può iniettare tanto veleno, però le vipere non sono aggressive. Infine c’è la meno pericolosa e la più piccola di tutte, il suo morso è innocuo, la vipera degli Orsini, che si trova solo in Abruzzo al Gran Sasso, ha la bocca piccola e i denti non riescono ad approfondire, quindi il morso non è pericoloso.
Da quello che hai detto, se c’è da aver paura, dovremmo aver paura soltanto delle vipere, anzi solo del tipo di vipera che si trova in Alto Adige e in Friuli.
I serpenti non mordono senza motivo. Mordono per difendersi, per paura, se vengono attaccati o minacciati o infastiditi. Non mordono per divertimento o per hobby o per noia, solo se si sentono in pericolo di vita. Una volta catturati, devi subito comunicare con loro, accarezzarli. Loro capiscono quando gli fai del bene o del male, capiscono il bene e il male perché sono molto sensibili.
Come fai a scovarli e catturarli? Qual è il periodo migliore?
Adesso, in aprile, in primavera. Li trovi in tutta la zona montana: nei luoghi tipici con le muraglie; nelle pinete con le rocce, le pietre; nei cespugli come il ginestro, il rosmarino selvatico, il leccio delle case abbandonate e diroccate. Io vado verso Genga, al Vernino, al bosco di Falcioni, dove ci sono le muraglie, i muretti a secco, che sono i posti preferiti dai serpenti.
In quale momento della giornata è più facile incontrarli?
L’orario migliore è la mattina presto fino alle 9 o nel tardo pomeriggio dalle cinque in poi, prima che si riscaldino e si ricarichino come una batteria. Impiegano un’ora per questo, stando nelle muraglie, nei margini dei boschi, nei fossi e poi vanno a caccia. Ma nelle ore più calde si ritirano al fresco, dove c’è l’acqua o i cespugli. La temperatura giusta è 20°. Ad essi non piace molto il caldo e nelle ore calde non vedi neanche un serpente. Ci sono serpenti, come i Saettoni, che è molto facile acchiappare, perché per difesa si mimetizzano e se ne stanno immobili in mezzo all’erba. Se si muovono si farebbero notare. Se non stai attento puoi pestarli, ma a volte scappano.
Quando hai iniziato a catturarli per portarli a casa ?
Eh… E’ una vita! Io tutti gli anni all’inizio della primavera, fra poco, e per tutta l’estate mi dedico alla cattura dei serpenti ed anche di altri animali, ma soprattutto di serpenti.
Che vantaggi hai a tenere un serpente in casa?
Eh… Mi piace!
E loro, secondo te, che vantaggi hanno?
Ma dopo loro si abituano e si affezionano pure. All’inizio soffrono un po’, ma poi si abituano perché si affezionano. C’è scritto anche sui libri, perché io ho 5-6 libri sui serpenti e c’è scritto che sono facili da addomesticare.
Dove li tieni?
In contenitori, tipo vaschette.
Non li lasci liberi per casa?
No, ma sul letto sì, con una coperta tipo ciambella, come un nido, così stanno buoni buoni. Io me li porto anche al letto, dormiamo insieme… Meglio di un gatto!
Quindi li trasformi in animali domestici, nonostante non siano né gatti né cani, che sono oggi gli animali domestici per eccellenza, a cui siamo abituati e siamo pronti a dividere con essi case e giardini e, d’altro lato, essi ormai si sono adattati al nostro modo di vivere. Tanto che li consideriamo come amici privi della parola da trattare come uno di casa, uno della famiglia. Per te anche il serpente fa parte della casa?
I serpenti sono anche animali utili: mangiano cavallette, topi. Sono utili per l’agricoltura sia serpenti che anfibi: ramarri, lucertole, sauri, salamandre, rospi, raganelle, tritoni.
Una volta addomesticati, che utilità hanno?
Sono di compagnia, come uno che ha un pappagallo.
Con un cane o un gatto un padrone riesce a comunicare, tu riesci a comunicare con i serpenti, a capire i loro bisogni? Che bisogni hanno, di cosa vivono, cosa mangiano?
I serpenti mangiano topi, uova di gallina, uccelli, tutte le specie di roditori. Poi li faccio bere, perché io tengo dei libri che spiegano tutto.
I gatti ad esempio hanno un loro modo di miagolare. I serpenti hanno un loro modo di comunicare?
I serpenti dopo un po’ che li hai nelle mani, per farti capire che vogliono essere lasciati in pace, invece di morderti, soffiettano con il naso, non con la lingua, perché i serpenti non vogliono mordere e fanno di tutto per non farlo.
Invece quando gradiscono le tue attenzioni?
Si mettono in posa, allungano il collo. Sono molto amichevoli con l’uomo e con il tempo si affezionano, perché stanno sempre con te. Poi io li porto in campagna a passeggiare nell’erba.
Non approfittano per svignarsela?
No, no, rimangono lì. A volte io li lascio e loro mi guardano e vengono verso di me. A volte io cammino e loro mi vengono dietro. Sono come il loro protettore oramai, sono anche una fonte di calore, vengono sotto la camicia e rimangono lì.
E’ vero che i serpenti sono sordi?
Sì, è vero. Tutti i serpenti sono sordi, non hanno buchi al lato della testa. Loro sentono le vibrazioni e sentono dalla lingua, sentono le cose dall’aria. Sentono che qualcosa si sta avvicinando dalle vibrazioni. Ecco perché quando vai a caccia di serpenti bisogna fare piano: loro ti sentono anche da due-tre metri di distanza.
Ora quanti serpenti tieni?
Adesso soltanto il Cervone. Sono 5 anni che ce l’ho, l’ho preso a Vallerapara a Genga. E’ una femmina, le femmine sono più grosse dei maschi.
Quanto è lunga?
Saranno 2 metri. Il Cervone è definito il serpente più grande d’Europa, può arrivare a 2.60 m, fino a 3 m. In Calabria, in Sila, a Spineto, vicino al lago Impollino 20 anni fa ho acchiappato un Cervone di 2.55 m.
Riesci a capire quanti anni ha?
Avrà oltre 15 anni.
Quanto vivono i serpenti?
Il Cervone non so, i Biacchi e i Saettoni vivono sui 20-25 anni.
Come si riconosce il loro sesso?
Dalla coda, dalla grossezza e da altri particolari, dalla colorazione, dagli occhi. I maschi hanno colorazioni più marcate, mentre le femmine sono meno colorate.
Che numero massimo di serpenti tenuti a casa hai raggiunto?
In Calabria dai nonni anche una ventina, poi li liberavo e poi ne prendevo altri. Li nutrivo con uova di gallina oppure con topi, che si trovano nelle case abbandonate, mentre qui li compro, i criceti e i topolini bianchi. I serpenti non mangiano tutti i giorni: se fanno un buon pasto di 3-4 topi, poi per una settimana e anche più stanno bene. I serpenti possono stare senza mangiare anche per moltissimo tempo, perché sono molto forti: un Saettone può riuscire anche per un anno e due mesi. Poi per 4-5 mesi vanno in letargo e non mangiano.
Quest’anno è stato un inverno mite e si è sentito dire che alcuni animali non riuscivano ad andare in letargo. Il tuo serpente?
All’inizio no: si svegliava e poi dormiva, in dormiveglia.
I serpenti convivono bene tra di loro ?
Saettoni, Cervoni e Natrici vanno d’accordo, invece il Biacco, la serpa nera, il cui maschio è più grosso della femmina, tutto nero o anche verde o giallo, ce ne sono due qualità, quello morde e mangia altri serpenti, anche della sua stessa razza e perfino le vipere. Quello deve stare da solo, a parte. E’ un po’ bastardo, rustico, non si confida, è un po’ inconfidabile, non è come altri serpenti che si rendono amichevoli, affettuosi, è molto aggressivo e battagliero.
Sicuramente ci sono zone più popolate da serpenti che altre. Tuttavia anche i serpenti sono a rischio di estinzione?
Dove ci sono tanti cinghiali non ci sono serpenti. Poi l’uomo mette i veleni, pesticidi ed erbicidi, nei campi. E c’è gente che non conosce i serpenti e pensa che siano pericolosi e li ammazza. Se aggiungiamo anche le volpi e le faine o i rapaci, i falchi, anch’essi loro nemici, allora c’è da dire che per i serpenti la vita non è facile.
Un’ ultima domanda…
Se mi fai domande sui serpenti, ti parlo fino a Natale!
Dicevi che avevi anche altri animali, non il gatto…
Quando abitavo al Viale della Vittoria avevo anche un gatto e delle tartarughe di terra, che avevo portato dalla Calabria negli anni ‘60. Adesso a volte tengo dei rospi Bufo Bufo o degli scorpioni europei, che non sono aggressivi e mangiano tutti gli insetti.; glieli catturo io. Li tengo in scatolette dove creo il loro habitat. Poi tengo delle Mantidi Religiose, o Monachelle, perché sembrano che pregano e assomigliano alle cavallette; dopo l’accoppiamento le femmine mangiano il maschio; sono carnivore, mangiano le farfalle, i grilli, le mosche.
Secondo te, portandoli via dal loro ambiente, non li sacrifichi per il tuo piacere?
No. I primi tempi soffrono, ma poi si abituano, accettano le coccole, si affezionano, poi li lascio liberi.
Quando è il momento di lasciarli liberi?
Che ne so… Dopo una decina di giorni, a seconda.
Perché li tieni con te ?
Sono stato sempre animalista. I primi disegni che facevo da piccoletto in Calabria ritraevano animali. Ho iniziato dagli animali a disegnare. Non avevo neanche un anno e stavo per terra, dove c’erano gessi e carboni, perché quella volta si cucinava all’aperto e c’erano dei muratori che facevano la calce. Con un pezzo di gesso stretto tra le dita, mi pare che il primo animale che disegnai sia stato il piccione. Dicevo: “Vola, vola, pum…”. Se c’era dei piccioni facevo dei piccioni, se c’era un asino facevo un asino, se c’era una gallina facevo una gallina. Non bene. Facevo dei scarabocchi, però si capiva cos’era. Poi, quando con mia madre andavo alla Iumara a lavare i panni al fiume, ero rapito dalla natura: il verde, tutti gli insetti, i rettili. E quella volta che stetti male per le convulsioni, tutto il paese, che mi voleva bene e si era accorto che mi piacevano gli animali, la sera mi portava una cova di uccelletti, un Cervone, un riccio, una tartaruga, una farfalla di quelle grosse tipo falena. Così fui abituato a stare con gli animali.
Il fatto di portare un Cervone per regalo da noi è oggi impensabile.
In Calabria sanno che il Cervone è innocuo e socievole. Ancora usano in campagna tenere un serpente, un Saettone, un Cervone al posto del gatto, per catturare i topi, perché il serpente che è lungo va dentro la loro tana, mentre il gatto deve aspettare fuori. In Calabria – sai? – ci sono i Sanpaulari. Chi nasce il giorno di san Paolo nasce con un potere sui serpenti, riesce a chiamarli, a incantarli. E questo potere, quando sei vecchio e ti senti morire, può essere trasmesso anche agli altri, ad un uomo ed anche ad una donna, come una mia zia. Anche in Abruzzo ci sono le tradizioni: a Cocullo, nella Valle del Sagittario tra Sulmona e l’Aquila, il primo giovedì di maggio di ogni anno si svolge la festa in onore di San Domenico Abbate, protettore dai morsi dei serpenti, anche dal mal di denti e dalla rabbia pure. Ho conosciuto un anziano che mi ha detto che ci si è invecchiato con questa festa, non ha perso neanche un anno da quarant’anni.
Tu ci sei andato più di una volta?
Sette o otto volte.
Sei andato con il tuo Cervone?
No, no, ce ne sono di serpenti là! Ce ne saranno stati 400 tra Saettoni, Natrici dal collare, Biacchi, piccoli o grandi, di tutte le grandezze e di diverse colorazioni, perché di tutti i tipi di serpenti ce ne sono di diverse colorazioni. Per esempio i Saettoni ce ne sono gialli ocra, verde oliva, brunastri, che sembrano diversi, invece sono sempre della stessa razza. Tu dicevi che i serpenti sono viscidi invece no, sono lucidi, ma hanno la pelle asciutta. E i serpenti sono gli animali più puliti che ci sono: si puliscono quando cambiano la pelle, due tre volte a stagione, sono inodori, solo le Natrici per difesa emettono odori puzzolenti, ma solo le Natrici. I serpenti vivono nei posti puliti, sostano nell’erba, se trovano posti sporchi li abbandonano per andare in posti più puliti.
Quante volte hai detto che cambiano pelle?
Due tre volte l’anno. Io a casa tengo due pelli tutte intere del Cervone. La pelle è come il vestito, che quando gli va stretto lo cambia.
“Nella storia si parla veramente troppo poco degli animali”.
“Non ci si può immaginare come sarà pericoloso il mondo senza animali”.
E’ sufficiente richiamare queste due frasi del grande scrittore e pensatore bulgaro Elias Canetti (Premio Nobel per la letteratura nel 1981), per intendere quanto alla radice della disumanizzazione nei rapporti fra gli individui ci sia l’esclusione dell’animalità dall’orizzonte umano, cioè il distacco dalla realtà biologica di cui siamo parte, che ci condurrebbe ad un mondo senza animali, composto solo di uomini e macchine.
La storia umana in effetti è passata da un antico contratto sociale basato sul rispetto delle altre creature, in quanto nostri fratelli spirituali, dotati anch’essi di un’anima e manifestazioni della divinità, a una nuova concezione, con l’affermazione del cristianesimo e soprattutto della schiavitù, che ha collocato l’uomo al di sopra di tutte le creature. La situazione è migliorata a cominciare dal XIX secolo con la nascita di organizzazioni in difesa degli animali.
Il serpente si inserisce emblematicamente dentro questa storia umana: da simbolo del bene a simbolo del male, a bene disponibile da trucidare per ricavarne pelli (quelle dei grossi serpenti e dei rettili in generale), con cui produrre articoli di lusso. Ma il serpente, come tutti gli animali, ha la sua vita, le sue qualità e le sue caratteristiche biologiche, la sua dignità e i suoi diritti.