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Le poesie di Cesare il Vichingo
In tre poesie il Vichingo compie il suo viaggio assieme agli “uomini veri”, dall’abisso delle strade dell’eroina alla superficie delle “acque serene del mare”, attraverso il mattino della speranza.
Eroina
Scalzo cammino in questa via impura
Di atti osceni e di trasgressività
Da gente spietata da soldi sfumati,
dall’eroina che alla morte porterà
cristiani o infedeli però anche loro sono uomini veri
Mattino
Il sole leva i suoi raggi
Attraverso una pellicola invisibile
Tra la polvere si veste la nuda foglia.
L’albero leva i suoi rami alle nuvole
Un ragno trama la sua tela
Un uomo ama
Muore
Corre una lepre per non soccombere
Sogno
M’incantavo guardandoti
Mi sentivo carico nell’anima e nel cuore
Con il timore d’imbarcarmi in vie d’amore.
Quel dolce viso inconfondibile che dall’abisso
Vien fuori dalle acque serene del mare
* Bruno Ruspantini – Nudo di donna
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