Chi sia Jack per i lettori assidui e fedeli di Capo Horn non dovrebbe essere difficile scoprirlo e, probabilmente, questo pseudonimo non ha il significato di nascondere un’identità quanto quello di mostrarne un’altra delle mille e una che si stratificano sulla nostra personalità.
Jack è quella parte di noi che vuole o deve essere contro, che vuole o deve segnare una differenza, una diversità attraverso la solitudine scandalosa e provocatoria, attraverso un gesto o un’azione anche apparentemente insignificante contro le norme comuni: è quella parte di noi che non vuole o non può partecipare, che deve o ha bisogno di stare dentro un luogo chiuso – un’istituzione, una clinica, una comunità, finanche a un OPG - per poter anelare al fuori dove deve esistere da qualche parte la libertà, unica a poter curare il nostro malessere.