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La Gazzella dello Sport
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| Colano a picco i pirati di Asiadalea | Monta il futuro anteriore |
Oltre al calcio, anche la pallavolo gode di grande popolarità in Asiamente, anzi, sicuramente è stato quest’ultimo sport ad imporsi per primo presso i nostri utenti ed operatori, probabilmente perché arricchito dell’apporto femminile.
Questa è la cronaca della partecipazione dei "gialloverdi" di Asiamente a "Sottosopra", prima manifestazione ANPIS, tenutasi all’isola d’Elba dal 24 al 29 Settembre.
Gli inviati della mitica Gazzella dello Sport analizzano con la consueta competenza i risvolti tecnici ed umani degli incontri e, poiché come spesso accade, bisogna incassare qualche sconfitta, da bravi giornalisti non disdegnano di soffiare sul fuoco della polemica…
Volley League: I gialloverdi di Asiamente al torneo Sottosopra dell’Isola d’Elba
I risultati: Asiamente Jesi 1 - Ottovolante (BG) 0
Asiamente Jesi 0 – Ottovolante (BG) 1
Asiamente jesi 0 - Asti 1
ASIAMENTE : MOLTA SPIAGGIA , POCA CONCENTRAZIONE
Pareggia, in due gare con l’Ottovolante, ma perde nettamente con l’Asti. Contestato il Presidente.
La squadra gialloverde avrebbe potuto ottenere molto di più, se avesse mantenuto una concentrazione più puntuale. Questo è il giudizio unanime dei commentatori sportivi accreditati al seguito della formazione del Presidente Mirkovic.
"Purtroppo ci dobbiamo accontentare di un risultato non adeguato alle nostre possibilità, ma la squadra, tutta la squadra, era troppo rilassata: sarà stato l’ EN, ma io proprio non riuscivo a concentrarmi!"
Questa è l’analisi dell’italo irlandese Kikka O’Bordon che fotografa con lucidità la quasi débacle di Asiamente.
Rincara la dose il messicano Marco Simone Alvarez "Canna", con un vero e proprio attacco al Presidente-Giocatore Sven Goran Mirkovic: "Non ci siamo mai allenati, del resto non avevamo nemmeno una palla;con una dirigenza più coscienziosa avremmo almeno evitato di sbagliare anche la palestra, già fin dal primo incontro!"
Pronta la replica del Presidentissimo, lo svedese naturalizzato mojese, Sven Goran Mirkovic, che difende il suo operato e respinge ogni critica:
"Abbiamo puntato tutto sull’immagine; la nostra è una società giovane che deve consolidarsi: Dovevamo, soprattutto, accontentare i nostri sponsor per ripianare il bilancio. Non possiamo permetterci troppi lussi: se "Il Canna" si lamenta, se ne può andare; i palloni costano troppo e poi si perdono con facilità perché rotolano via.
Abbiamo, ci tengo a ribadirlo, puntato molto sulla Coppa Eleganza che, infatti, non c’è sfuggita. In questo settore, per noi, non ci sono stati rivali: le tute azzurro-cielo ed i borsoni abbinati erano un incanto, la divisa gialloverde è già entrata nel mito!"
"Ma, comunque, la squadra esce, sostanzialmente, ridimensionata" - incalzano i cronisti.
"Balle c’è da fare e non pare per prepararsi ad una manifestazione interregionale ANPIS come la Volley-League di Sottosopra!
I nostri giocatori, per non parlare delle giocatrici, erano i più belli: li quoteremo in borsa, anche Alvarez dovrà ricredersi!"
Ed infine l’ultima domanda al veleno.
"Qualcuno ha contestato la scelta dell’IRIHS Pub di Portoferraio, prima dell’ultimo incontro, quello decisivo contro l’Asti, quando la vittoria la torneo non era del tutto compromessa"
Ancora una volta l’ineffabile Presidente sembra non accettare rilievi –
"Tutti sappiamo che i nostri atleti sono degli spietati nottambuli, alcuni di essi, addirittura, sono afflitti da gravi insonnie fobogene. Genio e sregolatezza, queste sono le nostre armi! La scura birra irlandese, a base di luppolo, che ha, notoriamente, proprietà ipnotiche, aveva il compito di consentire un sonno ristoratore e preparatorio per quello che, effettivamente, era il match più importante.
Abbiamo scelto un pub irlandese perché la O’Bordon era preda delle sue solite melanconie involutive e, dunque, aveva bisogno di conforto (o dei conforti religiosi?). Purtroppo ciò non è servito ad evitare la sconfitta maturata il mattino successivo. Ma i miei ragazzi hanno fornito, comunque, una prestazione più che onorevole. Io sono contento!"
Volley –League. Le pagelle del torneo
MASSAC RASTA "MARLEY" SU TUTTI
Jean-Luc Griffin n.1
Il number one di Asiamente !
Spietato nelle battute, implacabile nelle ricezioni, devastante nelle schiacciate: un vero mostro che non ti molla mai!
Purtroppo con l’Asti è stato poco servito sotto rete e non ha potuto incidere come avrebbe voluto e potuto.
Bello l’orologio Swatch (si scrive così?) che però non ha esibito in campo per via di un arbitraggio fiscale.Voto complessivo 7.50
Marco Simone Alvarez "Canna" n.5 Il messicano, naturalizzato con erba, ha dato tutto: agile sui talloni, flessuoso nelle movenze, buono in fase di ricezione, meno dotato nelle schiacciate e nei muri. Non ha mai perso la testa, perché non ce l’aveva: anche quando l’Asti attaccava a ripetizione ha sempre tenuto diritta la riga dei capelli con i tirabaci sugli occhi da ‘macho’.
Voto complessivo 7, anche per la bellezza.
Kikka "Babunska" O’Bordon n. 8 La ‘maghina da volley’ questa volta era un po’ in panne. Difetto di concentrazione, come lei stessa ha dichiarato.
Sufficiente nelle battute (di spirito), spaesata nella ricezione con i gomiti, ad un certo punto voleva smettere, ma ha poi resistito facendo appello alla sua cocciutaggine irlandese. Una sola volta a segno con la sua famosa schiacciata ad effetto antigravitazionario: troppo poco per una campionessa come lei!
Voto complessivo 6.50 per l’impegno e l’elevazione (ancora di spirito)
Utile, ma non sufficiente, l’amuleto portafortuna legato al collo.
Paulo Sousa dos Ripantos n.9 Buona, anche se non perfetta, la ricezione del portoghese. Si é cimentato anche in inediti muretti (a secco) da corso INAPLI.
Ha tentato per due volte la schiacciata (una a segno) quando l’Asti dilagava.
Grande l’impegno, ma scarsa la lucidità per il debito d’irrorazione cerebrale ed il principio d’embolia prodottosi già durante gli scriteriati allenamenti in spiaggia e sott’acqua.
Voto complessivo 6.50, tenuto conto che gareggiava con un braccio amputato (per lui è pronta la pensione d’invalidità ha promesso il Presidente). Deve imparare ad infierire sull’avversario più debole: troppo tenero di cuore!
Sven Goran "Bobone" Mmirkovic n.10 Lo svedese, presidente e capitano in campo, è stato la vera prima donna della squadra (dopo la Massac) : classe, potenza ed altezza; notevole la schiacciata a cucchiaio, brutta (in questo ha perso il confronto con la O’Bordon), ma efficace. Micidiale una sua schiacciata al 750’ che faceva spellare le mani anche al pubblico di fede avversa.
Voto complessivo 8, anche perché era tra i più belli della squadra (lui dice) e soprattutto perché è il Presidente.
Purtroppo neppure i suoi calzini abbinati con la casacca gialloverde hanno potuto evitare la sconfitta.
Lucienne Massac Rasta "Marley" n.7 La vera luce della squadra.
Bravissima nelle battute, estremamente ricettiva, una sicurezza nelle seconde file. Ha retto bene nei momenti in cui la squadra aveva più bisogno: sempre presente ed attenta, anche quando rispondeva al cellulare.
Voto complessivo 8.50 più £100.000 per la scheda Tim.
Gino Klemente n.11 il "Siculo", unico italiano (anche se naturalizzato norvegese) è stato poco utilizzato (Mirkovic perché?) nella prima gara con l’Ottovolante.
Non giudicabile, ma quanta classe in una sola battuta!
Contro l’Asti un turno di meritato riposo (ancora?), del resto l’incontro non era adatto alle sue caratteristiche perché la frenesia dei ritmi non favoriva il suo gioco tipicamente neo-classico.
Voto complessivo 10 per il professionismo impeccabile
Humbert Grandepauls, n.6 Unico a non essere mai utilizzato, é bravo a non alimentare facili polemiche contro la Presidenza.
Grande uomo di spogliatoio, grande pensatore, poeta magnifico: "la quiete dopo la tempesta" della sconfitta.
Nell’ultima partita, dove sarebbe stato l’arma segreta dei gialloverdi, non scende in campo solo per uno sciagurato incidente (capocciata sulla parte di cranio priva di capelli, ma folta di pensieri) che lo metteva fuori combattimento.
Voto 10: professionismo poetico allo stato puro!
Christa Friends – Lo "Scricciolo", infortunata e destinata alla tribuna, si scopre cineasta. Quando si ricorda di accendere la telecamera, fa delle ottime riprese.
Bello e sensuale il soffermarsi del suo occhio elettronico sulle movenze feline di Marco Simone (che però se si muoveva quando era ora…).
Commovente, piena di tatto e di umana pietà la scena del tentativo di abbandono di una campionessa come la O’Bordon al 355’, inspiegabilmente censurata dalla RAI.
Dal nostro isolato