Capo Horn

Inchieste

Operazione Gambero Folle

 

Ad ognuno il suo…bar

 

L’équipe di esperti del Gambero Folle continua la sua ricerca: quella che sembrava un’arida e asettica indagine scientifica, rigorosamente fondata su parametri oggettivi, assume sempre più i contorni di un’Odissea delle emozioni alla scoperta di un qualcosa di mitico:il Bar dei Bar! Esisterà veramente o sarà solo un’Itaca da cui presto i nostri eroi dovranno ripartire?

 

Di Gabriella Tiribelli

 

Una carrellata di bar! Sì mi sembra che di bar uno diverso dall’altro, ognuno con le sue caratteristiche e le sue particolarità, ne abbiamo girati proprio tanti.

La ricerca scientifica ci porterà presto ad eleggere il ‘Bar dei Bar’, però la ricerca nel senso più ampio del termine ci ha fatto conoscere un mondo, quello dei bar, appunto, che noi, nella nostra presunzione, forse dettata dall’abitudine, credevano di conoscere bene e che, al contrario, ci ha riservato grandi sorprese.

Ad esempio quando Rachele è venuta con noi e ha detto:

“Vi porto in un luogo di ritrova abbastanza accogliente” e ci ha guidato alla piadineria “Franci” abbiamo scoperto un caffè fuori delle nostre rotte abituali dove è possibile anche consumare dei pasti con dei buoni primi piatti e, soprattutto, abbiamo potuto gustare l’esotismo di uninsolito caffè marocchino.

Certo siamo stati un po’ esuberanti ed il personale sembrava lasciar a desiderare in quanto a capacità di fronteggiamento di situazioni caotiche (da noi suscitate), ma i posacenere sui tavolini all’aperto erano veramente bellissimi!

E che dire del bar di via Roma “Parò”? Il caffè è ottimo, vende pure le sigarette, il personale è disponibile e… se avete bisogno di operai per qualche lavoretto o semplicemente per una chiacchierata, bene allora quello è il posto che fa per voi, da raggiungere anche se non c’è il parcheggio a fronte.

E possiamo dimenticarci il bar “Towhom?” presso il Viale del Lavoro con il suo grande parcheggio, la TV funzionale e panoramica e soprattutto con i suoi fascinosi tavolini azzurri e rotondi che aspettano il cliente, lì, all’aperto?

Oppure del piccolo “Michea”? Se ne sta quasi nascosto, vicino a via Contuzzi, affacciato su una grande piazza di uno dei quartieri più recenti della nostra città: la campagna è vicina, a due passi, e sembra di percepirne il profumo, mentre le coppiette che lo abitano quasi ti fanno sentire di troppo in quell’atmosfera intima e tranquilla.

Impresso mi è rimasto il bar di via Garibaldi, enorme, rimesso a nuovo da cima a fondo, si resta colpiti dalla dovizia di superalcolici che fanno bella mostra di sé e dal suo enorme schermo, ideale per i patiti della TV.

Sofisticato, eclettico, unico ci pare il bar “Trieste”: con la sua tavernetta interna tutta di legno ha l’aspetto di un vero pub dal sapore antico ed autentico. Per Fabrizio e Gianni “è proprio l’ideale”, lì nella penombra si sentono in paradiso…

Ah come vorrei ancora continuare e guidarvi ancora in questo viaggio favoloso tra banconi luccicanti, possenti macchine del caffè, specchi, cristalli,fumi e profumi di questi templi moderni della socialità, ma io e miei amici abbiamo fretta perché la strada ci chiama, ma una cosa voglio dirvela: peccato per tutte quelle sigarette che lì dentro avremmo potuto gustare spargendo nuvole azzurrine di incenso profano che la legge, spietata, vieta. Dura lex, sed lex!

 

 

 

Home - - - - scrivici