LA MIA ASIAMENTE


ANDARE O RIMANERE?

 Luciana Massaccesi

Asia come lei, lei la casa, lei il cane preso sin da cucciolo. C’è colore, c’è calore e ci siamo noi, ognuno diverso dall’altro, ma accomunati da una gran voglia di vivere.
C’è Walter dal sorriso nascosto, che ha una gran voglia di iniziare una vita nuova al di fuori della struttura.
C’è Umberto, che nacque in Francia ed è appassionato di musica, accendini e sigarette.
C’è Simone, che è più sveglio di notte che di giorno e a ping pong l’ho battuto due volte.
C’è Novella, la mia compagna di camera, che per me è così bella, perché riposa profondamente, molto profondamente.
C’è Teresa, che è come un flash, è al centro, sai sempre dove trovarla.
C’è Gino, lo spacciatore di sigarette, nel senso che quando gliene chiedi una, te la da.
C’è Luigi, che con la sua ingenuità è spesso preso di mira dagli altri, così tanto per scherzare.
C’è Denis una ragazza dolcissima e sensibilissima, che ha un fisico perfetto ma non si accetta. Dovrebbe aprire meglio gli occhi e accorgersi che è bellissima, oltre che intelligentissima ragazza.
Poi ci sono i giornalieri, quelli che vengono soltanto durante la giornata e con loro arriva anche una parte della società.
Sono una donna. Piangevo, volevo andarmene senza neanche provare. Sono rimasta. A differenza della tensione iniziale, ora mi sento come a casa mia e quasi meglio. Siamo in comunità, viviamo insieme combattendo i problemi della mente. Sì, perché nel nome della struttura c’è anche mente. Essa sta bene, ma a volte si assopisce troppo, come nella mia precedente depressione e a volte ha bisogno di un aiuto, per riconoscere quale strada prendere tra i tanti percorsi che pone la vita.

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