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Malati di niente 2003
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TORNEO DI PALLAVOLO DI TARVISIOAsiadalia
Il Centro diurno “Soledalia” è uno dei servizi del Dipartimento di salute mentale dell’ASL 7 di Ancona (vedi scheda), con cui il nostro servizio ha da tempo legami di collaborazione, effettuando insieme gli allenamenti di pallavolo. La maturata esperienza del Centro Soledalia in ambito sportivo, essendo dotato da molto tempo di una polisportiva, ci ha facilitato la nascita di una nostra polisportiva e ci ha dato l’occasione di fare la nostra prima comparsa ed esperienza sportiva in campo nazionale. Dal 27 al 30 marzo sette di noi hanno partecipato, seppure con i colori di Soledalia, al Torneo di pallavolo di Tarvisio, cittadina della provincia di Udine, posta di frontiera con l’Austria e la Slovenia. Il torneo è stato organizzato dall’ANPIS (Associazione Nazionale Polisportive per l’ Integrazione Sociale) con la collaborazione della Polisportiva “Fuori Centro” di Trieste. Come si intuirà, il titolo dell’articolo vuole rappresentare il legame fra le due polisportive: Asiamente e Soledalia. Due ragazzi raccontano la trasferta a Tarvisio.____________________________
Teresa Nicoletti e Emanuele Renzi
Era da un po’ che si parlava tra noi di voler fare una gita lontano da Jesi, quando inaspettatamente i ragazzi di Soledalia di Ancona ci invitano a Tarvisio, per partecipare con loro ad un torneo di pallavolo. Che splendida occasione!Tra di noi ovviamente non tutti desideravano andare: c’era chi diceva di sì e chi no. Alla fine ci siamo accordati e siamo partiti in sette, di cui due operatori, Mirco e Stefano, per quella che scopriremo una vera e propria avventura.Dopo circa sette ore di viaggio con una nostra auto e i due pulmini di Soledalia, arrivammo a Tarvisio e ci sistemiamo al “Cervo”, albergo a cinque stelle. Ceniamo e zach! Subito ci precipitiamo alla “disco” dell’albergo, per farci trasportare dal ritmo di una musica coinvolgente. Il più intrepido è Gino che instancabile balla tutta la notte, al solo ritmo dell’eccitazione che dà la danza e con un fascino esotico che miete successi e conquiste. Purtroppo è costretto a pagare la sua generosità con un rientro anticipato a Jesi per “troppa felicità”.Il mattino dopo partimmo alla volta della Slovenia per una gita. Qui, oltre ad ammirare l’architettura di case e chiese, poste su di uno sfondo di montagne innevate, ci riforniamo di sigarette, nostre inseparabili compagne, al prezzo stracciato di 3.300 lire al pacchetto, una vera pacchia.Alle 15.00 siamo schierati sul campo di pallavolo dove, presente un folto pubblico, ci attendevano due partite: la prima contro il Bergamo Volley, la seconda contro il Parma. Vittoriosi nella prima e sconfitti nella seconda. L’uscita forzata di Teresa per lombalgia è stata decisiva per le sorti dell’incontro.Il secondo giorno facemmo un’escursione nella foresta del Papato, guidati da due guardie forestali che ci spiegarono le caratteristiche della flora e della fauna. Il pomeriggio ritornammo in palestra a giocare, riportando un’altra sconfitta. Alla fine ci piazzammo in terza posizione dopo Trieste e Gorizia. Che soddisfazione!Infine il terzo e il quarto giorno visitammo due paesi austriaci, dove la vita è molto cara, con la tazzina di caffè che costa 3.500 lire. Ciò nonostante abbiamo ammirato i paesaggi, i parchi immensi, i laghi incontaminati, le chiese, i monumenti, tra cui la statua di Maria Teresa D’Austria e quella, che troneggiava nella stessa piazza, di un dragone dalla coda lunghissima.Sul dragone c’è una leggenda: narra che la sua coda possa muoversi se la fanciulla, che passa sotto, non sia più vergine e che contrariamente rimanga immobile se illibata. Nessuna delle nostre “fanciulle” ebbe l’ardire di sottoporsi alla prova, ma una volta sospinte, benché recalcitranti, molti credettero di vedere la coda muoversi e vibrare minacciosa…Il giorno delle premiazioni furono presenti il Sindaco con un assessore e il presidente della UISP, i quali distribuirono coppe e medaglie alle squadre partecipanti; la nostra Luciana ottenne la coppa come migliore giocatrice.Dopo la premiazione arrivò malinconicamente il momento del ritorno a Jesi, ma col piacere sia di aver conosciuto ragazzi che amano la pallavolo come noi, sia di aver visitato scenari naturali per noi inusuali e in particolare di aver avuto la possibilità di visitare paesi fuori d’Italia. Non potevamo che essere soddisfatti e augurarci di poter ripetere l’esperienza.
Associazione
Nazionale Polisportive Integrazione Sociale (ANPIS)