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  LA STRUTTURA E I SERVIZI DEL DSM DELLA VALLESINA

    Il Dipartimento di Salute mentale


Il servizio psichiatrico è passato negli ultimissimi anni da una struttura poco articolata alla struttura dipartimentale, costituendosi in questo modo in una rete di servizi, come previsto dalle leggi nazionali e regionali. Ecco il suo compito, le sue articolazioni, le sue funzioni. E il processo di crescita ovviamente non è concluso.

di Paolo Ripanti e Nadia Strappelli

Il DSM di Jesi è costituito da varie articolazioni:

- il Centro di Salute Mentale (CSM) di Corso Matteotti, 87;

- il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura Ospedaliero (SPDCO “Murri”);

- il Servizio Riabilitativo Residenziale (SRR) e il Centro Diurno (CD) “ Asiamente” di via Contuzzi; 

- la Comunità Alloggio “ Soterìa” di via Tabano della CooSS Marche, convenzionata con la 

ASL n. 5.

- il Gruppo Appartamento di via Scotellaro

- la Cooperativa Sociale di tipo B (“Tadamon”) .

Per ciò che concerne la prevenzione, il DSM ha accusato finora un forte ritardo, che fondamentalmente era da attribuire a scarsità di personale e di mezzi. Attualmente grazie a contributi regionali, finalizzati al miglioramento della qualità dei Servizi Psichiatrici, si sta elaborando un programma di prevenzione rivolto a fasce di popolazione più a rischio quali adolescenti ed immigrati. Già sono stati avviati Gruppi di Auto-Mutuo Aiuto allo scopo di ridurre l’isolamento e di favorire la comunicazione e l’integrazione sociale.

Al contrario, nel campo della cura delle malattie mentali, il Servizio Psichiatrico si è da sempre prodigato con interventi di vario tipo: psicofarmacologia, interventi psicoterapici di diverso ordine, ricoveri ospedalieri, consulenze a vari servizi, assistenza sociale, ecc. Questi interventi però mostravano il loro limite nel fatto che ancora non era costituita la struttura dipartimentale. Esistevano solo il Territorio e l’Ospedale sicuramente insufficienti ad affrontare la complessità delle tematiche poste dalla Malattia Mentale.

Fortunatamente nel 1998 si sono create nuove strutture terapeutiche, quali l’SRR e il CD, ( Asiamente ) e strutture sociali, come la Cooperativa “Tadamon” e la Comunità di Tabano, ( Soterìa ) e nel 2000 il Gruppo Appartamento di via Scotellaro, le quali hanno consentito di dare risposte più articolate alle esigenze dell’utenza: si è di fatto costituito il Dipartimento come previsto dalle leggi nazionali e regionali. 

Da quanto detto, ben si capisce come il Servizio Psichiatrico nella sua struttura dipartimentale costituisca un insieme complesso e flessibile sempre più in grado di dare risposte alle necessità delle persone che hanno a che fare con il disagio mentale. Tutto ciò può infondere un senso di sicurezza e di maggiore fiducia nelle istituzioni da parte delle persone e rappresentare un insostituibile punto di riferimento.

Presso il DSM lavora un’équipe multiprofessionale composta da medici specialisti in psichiatria, psicologi, assistenti sociali, infermieri professionali ed educatori. Dalla collaborazione ed interazione, non sempre facile, di tutte queste figure professionali nascono le proposte terapeutiche per aiutare le persone in difficoltà. Purtroppo vi è una situazione di carenza e precarietà del personale in tutti i suoi ruoli, che spesso incide negativamente sulla qualità del servizio offerto. Alcuni esempi possono bastare a dare un’idea precisa della gravità di questo problema: per tutto il Dipartimento è disponibile un solo psicologo, mentre gli educatori sono presenti solo presso l’SRR ed il CD con un rapporto di lavoro in convenzione poco stabile; gli infermieri, per concludere, sono stati protagonisti loro malgrado di un elevatissimo tournover con relative difficoltà di adattamento, specie presso le strutture più nuove.



1) Il CSM

Il Centro di Salute Mentale rappresenta il punto nevralgico del Dipartimento: ad esso accede l’utenza spontaneamente o su invio da parte dei medici di base o dei Distretti. Il CSM è in grado di dare anche risposte urgenti al suo interno o, in termini di consulenza, nei prontosoccorso ospedalieri e nel territorio, ma comunque la sua funzione fondamentale consiste nella sua capacità di fare diagnosi e di decidere il livello di presa in carico terapeutica. Nel CSM vengono elaborati i progetti terapeutici, che poi possono trovare specificazioni nelle articolazioni del DSM: in Ospedale se viene previsto un elevato livello di assistenza con forti connotazioni bio-mediche, oppure in ambito riabilitativo se prevale l’attenzione ad eventuali disabilità della persona. Sempre nell’ambito del CSM potranno essere decisi interventi di inserimento lavorativo, o di rilascio di relazioni cliniche per uso pensionistico, od ancora di inserimento nel mondo del lavoro .



2) SPDCO

Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura Ospedaliero fa parte delle strutture ospedaliere della ASL, anche se è inserito nel DSM; si trova nell’ospedale “Murri“ ed è dotato di 12 posti letto.

Si tratta di un servizio specialistico il cui accesso avviene, come per tutti gli accessi a qualsiasi reparto, tramite il Pronto Soccorso, a cui ci si può presentare spontaneamente o su richiesta di un medico. L’ attività del reparto è di tipo bio-medico (formulazione di diagnosi, prognosi e terapia). 



3) L’SRR ed il CD

Il Servizio Riabilitativo Residenziale (SRR) e il Centro Diurno (CD) sono strutture terapeutiche riabilitative, il cui programma di intervento deve essere strettamente integrato con il programma terapeutico globale, che il DSM elabora per ogni paziente preso in carico .

Nello specifico la funzione terapeutica prestata dall’SRR e dal CD è di tipo riabilitativo, volta cioè al recupero di attività fondamentali smarrite dal paziente a causa del suo disturbo, oppure volte all’acquisizione di abilità che non erano state mai apprese in precedenza . Queste abilità riguardano funzioni di livello diverso, che vanno dalla cura di sé e del propio ambiente, alla capacità di gestire il denaro, agli obblighi e alle inconbenze della vita quotidiana, fino a funzioni di ordine più elevato e complesso, quali la capacità di instaurare relazioni soddisfacenti con il prossimo, di organizzare il tempo libero, di acquisire ritmi e scansioni temporali, che favoriscano la ripresa di una vita attiva. Il tutto passa attraverso l’induzione di una motivazione autentica, la partecipazione volontaria al progetto terapeutico del paziente e della famiglia .

Gli utenti del Centro Diurno sono persone che usufruiscono della struttura durante le nove ore di apertura giornaliera ( 9.00-18.00 ) per poi ritornare alle proprie famiglie od abitazioni . Il loro numero varia nel corso della settimana e comunque in totale sono circa 15-20.

I residenti che è possibile ospitare sono in numero di 10. La struttura è aperta 24 ore su 24 ed è rivolta a coloro per i quali la permanenza in famiglia non è consigliabile a causa di conflitti irrisolti oppure non è possibile perché inesistente. In ogni caso, quando esiste una famiglia, essa di norma viene sempre coinvolta nel progetto terapeutico. La stessa cosa viene fatta, naturalmente, anche per i pazienti non residenti .

La descrizione degli strumenti terapeutici, che vengono utilizzati all’interno dell’SRR e del CD non può essere fatta in questa sede, perché occuperebbe uno spazio troppo ampio per questa pubblicazione. Facendo una sintesi estrema, comunque, si può dire che è molto importante il ripristino di tempi e ritmi compatibili con una vita attiva. E’ per tali motivi che gli utenti sono tenuti ad osservare alcuni doveri (rispetto degli orari, cura dell’igiene personale, svolgimento di alcune mansioni...), od a partecipare ad alcune attività strutturate. Queste ultime sono concordate con gli ospiti, tenendo conto delle loro inclinazioni, ma anche e soprattutto delle loro necessità, quali emergono dai progetti terapeutici personalizzati. L’altro elemento fondamentale per il processo terapeutico consiste nell’instaurare tra gli operatori e gli utenti una relazione di stima e fiducia reciproca, grazie alla circolazione di sentimenti ed emozioni positive (processo empatico). 

4) SOTERIA, UNA COMUNITA' ALLOGGIO PER IL DSM

5) GRUPPO APPARTAMENTO

Il Gruppo Appartamento ha la possibilità di accogliere cinque ospiti che hanno già compiuto un programma riabilitativo ed hanno riacquistato quelle abilità fontamentali che permettono maggiori livelli di autonomia. Infatti gli ospiti che vivono in appartamento non necessitano della presenza costante degli operatori del DSM, i quali assicurano comunque assistenza domiciliare giornaliera per fornire supporto e verificare eventuali necessità o problemi.

6) COOPERATIVA SOCIALE "TADAMON"

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