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Giuseppe Arcimboldi – Vertumno
Alex esamina i rapporti tra salute, alimentazione ed inquinamento ambientale proponendo nuove e suggestive tesi sul potere protettivo di alcuni frutti esotici: ne derivano inediti e provocatori modelli di comportamento di igiene alimentare. Se avesse un’èquipe di medici, genetisti e biologi ricercatori… Da un’idea di Alex . A cura di Federica Bordoni, Rosanna Maringola, Umberto Paoloni, Paolo Ripanti Secondo me il movimento ecologista ha individuato l’essenza di alcuni problemi fondamentali per la salute, in rapporto con l’alimentazione. E’ noto, infatti, che molti cibi sono inquinati da pesticidi, fitofarmaci ed altre sostanze tossiche di varia origine che possono provocare anche gravi patologie. Recentemente, poi, si sta giustamente sempre più parlando dell’inquinamento elettromagnetico la cui diffusione è ormai quasi ubiquitaria grazie all’uso (o abuso?) dei telefonini cellulari, oltre all’inquinamento più antico determinato dalle centrali elettriche. Ora, secondo me, questo inquinamento ci colpisce non solo direttamente, ma anche in modo indiretto attraverso i cibi (di origine vegetale e animale) a loro volta irradiati dai campi elettromagnetici. *G. Balla – trasformazione forma spiriti Fortunatamente esistono dei cibi esotici, come il caffè, che sono al riparo da fonti inquinanti: basti pensare alle vergini distese del Brasile! Allo stesso modo il sigaro “Avana” è privo di analoghe fonti d’inquinamento. Allora io sostengo che il fumo di sigarette (notoriamente concausa di gravi malattie cardiovascolari e tumorali) può essere contrastato da una successiva assunzione di una buona tazzina di caffè, perché il caffè è, come dicevo prima, un “frutto senza luce elettrica”, cioè un frutto al riparo da inquinamento elettromagnetico. Analogamente, dopo le sigarette, un buon “Avana” dovrebbe sortire un identico benefico effetto! Chi non amasse il caffè o il sigaro o li giudicasse troppo eccitanti, può ricorrere ad una bella banana matura, anch’essa “priva di luce”. Un altro frutto, probabilmente ancora più promettente dei precedenti, è l’ananas di cui ho notato spiccate qualità protettive. Sarebbe interessante studiare le proprietà di tutta questa “frutta senza luce elettrica” ed anche di altri quali il mango, la papaia, il kiwi, ecc. e capire perché alcuni funzionano ed altri no. In verità io non posso dimostrare in modo oggettivo e scientifico queste mie tesi, però “sento” , ne percepisco l’effetto protettivo sulla mucosa gastrica: se avessi ora sottomano un’équipe di medici e biologi ricercatori sono convinto di poter dimostrare la giustezza delle mie convinzioni, anzi se avessi dei genetisti potrei anche spiegare l’efficacia preventiva nei confronti delle malattie vascolari e dei tumori. Io consiglio a chiunque ne abbia voglia, di provare in prima persona e sperimentare questa mia teoria perché sono convinto che sigarette e forse altre sostanze voluttuarie potrebbero trasformarsi in vizi ‘virtuosi’ una volta accompagnati da tutta questa frutta senza luce, cioè non potrebbero che dare giovamento al nostro corpo e alla nostra psiche. E che dire poi di tutto il capitolo degli alcolici che, come sappiamo derivano anch’essi da tanti tipi di frutta come l’uva, il luppolo, la castagna, la mela, ecc. : se riuscissimo a coltivarla, come una volta, senza luce elettrica avremmo un’eccezionale sinergia di effetti e potremmo riscoprire la saggezza antica del detto “Bacco, Venere e Tabacco”. Caravaggio – Giovane con cesto di frutta info@asiamente.it torna alla pagina iniziale