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Auguri Capo Horn
Primavera
Capo Horn: una leggenda, una realtà
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I confini della psichiatria
Sollievo per Capo Horn
La struttura che connette
La Gazzella dello Sport
SOLLIEVO PER CAPO HORN
Claudio Sbaffi
Torniamo ad occuparci di Capo Horn. Dopo l'exploit con l'uscita di quattro numeri nel primo anno di vita, iniziato nel dicembre 2000, solo un quinto numero ha frazionato a metà i due lunghi anni che ci separano da quel periodo fortunato. Proprio nel quinto numero, un anno fa, ci chiedevamo le ragioni della crisi di Capo Horn e come uscirne. Individuati alcuni problemi che attengono alle visioni stesse della psichiatria e forse della società e di altro ancora, poi non andammo oltre una provvisoria manovra di maquillage ed una pia dichiarazione di intenti.
Ora viene in soccorso di Capo Horn il Progetto Sollievo, di cui ci si può informare nella sezione Orientarsi di queste stesse pagine, che sostanzialmente è molto simile al precedente progetto regionale sulla salute mentale (L.R. 662/97), ma segue modi di coinvolgimento e di finanziamento diversi. Infatti entrambi i progetti regionali, sia quello del 1997 sia quelli del 2001, danno grande importanza agli interventi che inglobano e recuperano la malattia mentale nella dimensione sociale, quindi richiedendo alla psichiatria nuovi modi e mezzi di intervento: oggi si parla di favorire l'inclusione sociale delle persone con disturbi mentali e nello stesso tempo e di conseguenza di portare sollievo alle loro famiglie, mentre ieri si parlava di prevenzione terziaria, cioè di attivare le risorse degli individui e del contesto di appartenenza. Invece la diversità fra i due progetti non è di poco conto, perché sarebbe la prima volta che soldi regionali destinati alla salute mentale non vanno direttamente all'azienda sanitaria, essendo l'ente titolare il comune, e giungono a finanziare i progetti 'sociali' dell'SRR-CD.
Finora questi progetti o sono rimasti nel cassetto in fiduciosa attesa, come quelli del "Laboratorio teatrale" o del "Soggiorno estivo", oppure sono andatati avanti incredibilmente e come meglio potevano a finanziamento zero o quasi. Fra questi ultimi, insieme con la creazione di un Gruppo Supporto Familiari, l'apertura di un sito Internet, la fondazione dell'Associazione polisportiva e culturale Asiamente, c'è anche la pubblicazione di un periodico informativo e culturale, cioè di Capo Horn.
Perciò Capo Horn finora quello che ha fatto l'ha fatto tutto da sé, cioè ha fatto tutto in casa. Il Progetto Sollievo gli permette ora di andare in tipografia, liberandolo da una serie di lavori e portando il numero delle copie a cinquecento. Ma lo obbliga anche a passare ad una fase più strutturata con definizione di ruoli ed incarichi, allo scopo di garantire una certa periodicità nelle uscite. Inoltre Capo Horn si arricchirà di un altro gruppo redazionale in fase di formazione presso il Centro Sollievo.
Vedremo se Capo Horn smetterà di ammucchiare gli articoli nelle cartelle senza riuscire a pubblicarli e di correre affannosamente dietro ai fatti, oppure al contrario comincerà a porsi in mezzo ad essi, a reagire con essi, a stimolarli ed anche ad annunciarli. Ce lo auguriamo!
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