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  LA STRUTTURA E I SERVIZI DEL DSM

                           Tadamon : Quando la solidarietà vuol dire lavoro

       Come è nata una cooperativa di tipo B in un Dipartimento di Salute Mentale

                                              di Nadia Strappelli



La prima constatazione che ci ha indotti a pensare ad una cooperativa è stata quella che apparteniamo ad una società fondata sul lavoro e questo significa che il lavoro non è solo un mezzo per acquisire un reddito e quindi autonomia, ma è anche un mezzo di auto riconoscimento sociale fondamentale. Dando infatti il proprio contributo si sviluppa un senso di appartenenza alla società; una seconda considerazione si è basata sulle difficoltà di reperimento del lavoro per i soggetti svantaggiati; una terza sul fallimento degli inserimenti lavorativi a causa delle richieste di prestazioni eccessive e superiori alle capacità dei Pz., rispetto all’organizzazione aziendale poco flessibile ed alla scarsa accettazione del disabile o dell’emarginato da parte dei compagni di lavoro o dei superiori. Successivamente si è proceduto all’approfondimento delle leggi regionali che consentono di gestire direttamente le risorse comunitarie del fondo sociale europeo il quale opera per obiettivi prioritari individuati a livello europeo. Nell’obiettivo 3 sono compresi tutti gli interventi ed azioni finalizzati alla lotta contro la disoccupazione ed a facilitare l’inserimento professionale dei giovani e delle così dette “ fasce deboli”, dove sono sottolineate le necessità di realizzare iniziative di reinserimento nel contesto socio-produttivo di persone ad alto rischio di esclusione o socialmente emarginate, coinvolgendo nell’iniziativa strutture ed istituzioni spesso non comunicanti tra di loro quali le Aziende Sanitarie e gli Enti Locali. Partendo da tali presupposti nel ’95, nel DSM di Jesi si è iniziato ad impostare un lavoro per la costituzione di una cooperativa sociale di tipo B. Le cooperative iscritte alla sezione B dell’albo regionale delle cooperative sociali e dei consorzi sono quelle che in base alla legge italiana 381 del 91, svolgono attività diverse, (agricole, industriali, commerciali o di servizi), finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, che devono costituire almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa ed essere soci della stessa. La costituzione di una cooperativa di tipo B ci è sembrato quindi il mezzo più opportuno e logico per offrire lavoro a persone con enormi difficoltà di inserimento nei contesti lavorativi specialmente se privati. All’inizio è stato necessario sensibilizzare il servizio sociale del Comune, in particolare l’Assessore alla sanità ed il Direttore Generale dell’azienda, per poter avere i primi appalti. Dopo circa due anni di trattative nel ’96 si è costituita a livello giuridico la cooperativa sociale “ Tadamon”, la prima delle Marche, nata per volere degli operatori del DSM ed in particolare del Direttore del Dipartimento e nel ’97 è divenuta operante a tutti gli effetti. Ciò è stato anche possibile grazie alla collaborazione di un gruppo di extracomunitari di cultura araba che soprattutto all’inizio hanno dato un apporto fondamentale. Non a caso è stato scelto il nome “Tadamon” che in arabo significa “ Solidarietà “ e questo è diventato il vero spirito che anima la cooperativa. All’inizio sono stati effettuati corsi specifici di formazione, finanziati dal FSE, sulla manutenzione del verde pubblico e sulle pulizie, settori nei quali la cooperativa si è specializzata. Dal DSM è stato distaccato un infermiere in veste di tutor ed uno psicologo per lo svolgimento di alcune ore di lezione. Ci è sembrato molto opportuno attribuire la massima importanza al momento formativo perché i nostri Pz., la maggior parte dei quali con gravi problemi di auto stima, richiedono costanti motivazioni e rassicurazioni ottenibili attraverso l’acquisizione di competenze specifiche, finalizzate al lavoro che dovranno svolgere La cooperativa riesce a gestire ed organizzare un lavoro protetto perché ha come scopo principale far si che il lavoratore svantaggiato diventi il più possibile produttivo. La stessa ha attuato efficacemente sia la formazione dei lavoratori che l’identificazione delle mansioni ad essi più confacenti dimostrando come sia reale la possibilità di reintegrare nel lavoro gli svantaggiati sociali rendendoli autonomi economicamente e conferendo loro una professionalità. La straordinaria motivazione di tutti i componenti e lo spirito di gruppo, indubbiamente più forte negli svantaggiati, hanno agevolato la riuscita di quel che sembrava una scommessa. In meno di tre anni di attività, eseguendo lavori di pulizie e giardinaggio la cooperativa è diventata una realtà conosciuta da strutture pubbliche e private. Nel ’97 sono diventati soci tre Pz. del DSM e tre extracomunitari, uno di questi ultimi come presidente della nascente cooperativa. Attualmente è composta da 27 dipendenti, di cui 24 soggetti svantaggiati ben inseriti sul lavoro e 3 soggetti normodotati con il ruolo di supporto, guida e controllo. I Pz. del DSM sono stati scelti principalmente tra quelli già inseriti come tirocinanti presso Enti Pubblici, in quanto abbiamo ritenuto che potevano essere pronti ad affrontare un lavoro “ vero” e ben retribuito. Da un fatturato di 60.000.000 nel primo anno si è passati ad un fatturato di 700.000.000 nel ’99. Attualmente la cooperativa con i suoi 27 dipendenti di cui 15, Pz del DSM, effettua servizi di pulizie di immobili pubblici e privati, in particolare presso poliambulatori, plessi scolastici ed uffici, nel rispetto delle più rigorose norme di igiene e sicurezza ambientale. La cooperativa inoltre esegue e gestisce nella Vallesina la manutenzione del verde di parchi e giardini pubblici, la potatura di siepi, di piante verdi e da frutto ed inoltre offre servizio di consulenza, assistenza e progettazione, lavori di manovalanza, facchinaggio trasporto ed affini ed attività artigianali di vario genere. Vari corsi di formazione sono stati effettuati; nel ’97 è stato attivato un corso di formazione F.S.E. per 15 soggetti svantaggiati ( 400 ore ) per pulizie e giardinaggio; nel ’99 si sono tenuti aggiornamenti sulla prevenzione infortuni sul lavoro ( Legge 626 ); nel marzo 2000 è stato attivato un corso di riqualificazione F.S.E. per 15 soggetti svantaggiati ( 200 ore ) sempre per pulizie e giardinaggio; tra maggio e giugno 2000 è stato attivato un corso di formazione specifico per operatori di sala-maschere emergenze-incendi-norme di primo soccorso-norme SIAE, in autunno è stato attivato il progetto dal titolo “ Aggiornamenti Sociali: la cooperativa sociale riqualifica i suoi operatori”, inoltre sono stati avviati una serie di corsi, già finanziati dalla regione Marche, tra cui un corso di informatica per ampliare le possibilità di risposta del mercato del lavoro e permettere ad alcuni un miglior utilizzo delle risorse specifiche. A margine di tutto ciò va sottolineato l’enorme lavoro svolto dal personale del Dipartimento che si è parimenti adoperato per organizzare delle reti di supporto alle persone che svolgono l’attività lavorativa ed anche per chi è in procinto di avvicinarsi al mondo del lavoro. E’ stato organizzato un gruppo di Auto Mutuo Aiuto (AMA) sul problema del lavoro e della socializzazione il quale si sostanzia non solo in un importante momento relazionale e di sostegno reciproco, teso allo sviluppo ed alla promozione di risorse umane ed all’assunzione di responsabilità da parte dei membri, ma anche in un momento informativo sulle problematiche che ruotano intorno al mondo del lavoro, sugli strumenti legislativi e sui canali formativi-informativi istituzionali. Recentemente si è costituito un comitato tecnico costituito da rappresentanti del DSM del SERT, dei Distretti e del Comune, che ha lo scopo di creare un Servizio di Inserimento al Lavoro ( SIL) ed un Servizio di Addestramento al Lavoro (SAL). Il SIL si configura come una agenzia che fa da intermediario tra il mondo del lavoro ed i servizi sanitari, il SAL invece è l’agenzia che si interessa della preparazione e formazione professionale degli svantaggiati che a causa del loro stato non sono in grado di inserirsi al lavoro in modo diretto. A conclusione del nostro lavoro ci teniamo a sottolineare che i soci lavoratori della cooperativa provenienti dal DSM pur essendo nella maggior parte dei casi ancora in carico al dipartimento non hanno subito alcun ricovero ospedaliero dall’inizio dell’attività lavorativa ed hanno drasticamente ridotto l’utilizzo degli psicofarmaci. Ovviamente siamo sempre tesi al miglioramento ed all’ingrandimento della cooperativa e speriamo che la nostra esperienza possa servire da stimolo anche in altre realtà.

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